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E per la sanità regionale? Bordate dal consigliere provinciale. Con un occhio di riguardo al centro di procreazione assistita di Nardò

Pubblicato su Porta di Mare Mercoledì, 19 Febbraio 2014

 

NARDO’ – Interrogazione pubblica al Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola sul problema Sanità.

 P.c. Al Direttore Generale della ASL di Lecce Valdo Mellone

Al dirigente della struttura di Nardò dott. Umberto Caracciolo

Al Sindaco di Nardò dott. Marcello Risi

 

Domenica 16.02.2014 sul giornale ” La Repubblica ” un articolo del giornalista Antonello Cassano, mi dava lo spunto per il presente articolo.

Mentre la Regione Puglia continua ad intimare chiusure di reparti in nome di un piano di rientro sanitario, (quindi risparmiare), piano sanitario che non sta certo favorendo il bisogno di salute dei cittadini, c’è chi, come la ASL di Lecce, secondo il giornale La Repubblica, ha dato il via ad un concorso per il conferimento di un incarico di collaborazione per biologo, della durata di tre anni, presso il centro di procreazione assistita di Nardò (il famoso e tanto decantato PMA) che potrebbe portare nelle tasche del fortunato vincitore fino a 150.000 euro all’anno.

Tanto, in virtù del fatto che, al professionista cui verrà conferito l’incarico, sarà corrisposta somma di 2.500 euro mensili quale quota forfettaria omnicomprensiva, a cui si dovrà aggiungere una quota di 500 euro per ogni paziente. Considerato che il PMA di Nardò ha effettuato nello scorso anno 271 interventi i conti sono presto fatti. Alla faccia dei 38.000 euro l’anno previsti dal contratto nazionale per tale professione.

A questo punto è d’obbligo chiedere ai responsabili della ASL che hanno predisposto questo avviso pubblico come mai nel precedente bando fu stabilito un tetto massimo di compensi proprio per evitare di fare percepire somme stratosferiche, e questa volta invece tale limite non è stato previsto? In base al precedente bando, il biologo incaricato, fu il dott. Pier Paolo Losavio, consigliere comunale UDC.
Perché il prossimo vincitore del bando ne dovrà percepire 150.000?

C’è da chiarire inoltre come mai la Regione Puglia nel regolamento regionale del 12.02.2014 che riguarda tutti i centri PMA, fabbisogno di autorizzazioni alla realizzazione ed all’esercizio, requisiti strutturali, organizzativi e tecnologici abbia invece previsto per i centri PMA di primo livello l’assunzione a tempo indeterminato della figura professionale di biologo mentre per i centri PMA di secondo livello, come sembrerebbe quello di Nardò, nulla dice in merito. Per quanto riguarda i centri di terzo livello le prestazioni invece devono essere obbligatoriamente erogate in unità operative di ginecologia ospedaliera.

Sempre da quanto si legge sulla Repubblica del 16 u.s. sono allucinanti le dichiarazioni sulla vicenda del dirigente del PMA di Nardò, il quale pur ammettendo l’enormità della cifra destinata alla figura del biologo, giustifica poi la stessa cifra affermando come non sia configurabile alcuno sperpero di denaro pubblico, perché ogni coppia spende 900 euro per la PMA e quindi la ASL non ci rimette nulla.

Come dire che anche se danno 500 euro a prestazione al biologo incaricato, ne rimangono 400 euro alla ASL. A tal proposito chiedo al dirigente in questione di presentare un quadro economico sui costi che la ASL e quindi i cittadini sostengono per il PM di Nardò.

Io sono pronto a scommettere che la ASL ci rimetta. Per le considerazioni fatte, chiedo alle illustri personalità alle quali ho indirizzato tale lettera di attivarsi per questo ulteriore schiaffo in termine di dispendio di denaro pubblico, che i cittadini di Nardò riceverebbero, se tale bando non fosse ritirato.

Il Consigliere Provinciale
Giovanni Siciliano

Fonte: www.portadimare.it

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